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Jean-Louis ed Eric Kamm


I fratelli Kamm stanno scrivendo una pagina tutta loro nel panorama dell’Alsazia vinicola artigianale. Ereditando 7 ettari divisi in diverse parcelle come da miglior tradizione del territorio alsaziano, Jean-Louis ed Eric hanno portato su un livello ancora più intransigente l’approccio al naturale che già era un po' nel dna di famiglia.
L’ambiente è una cosa seria. Prima regola.
Il vino pure. Seconda regola.
Il vino ‘vero’ e ‘buono’ può essere solo il vino naturale. Terza regola.


A Dambach-la-Ville, metà strada tra Colmar e Strasburgo, i vigneti arrivano ai 500 metri di quota, più in alto rispetto alla media alsaziana.
Le esposizioni e i suoli ricchi di granito danno il resto.
In cantina si lavora senza ausilio di coadiuvanti chimici o supporti tecnologici.
Zero lieviti, zero controllo della temperatura, zero filtrazioni, zero aggiunta di solforosa, in nessuna fase della vinificazione. Una ricetta, un credo aziendale da cui derivano espressioni vinose di grande autorialità, tutte giocate su acidità, mineralità, drittezza. Non siamo nell’Alsazia ‘dolce’ e ‘morbida’, no.

Dai Kamm i vitigni autoctoni offrono esperienze sferzanti, ravvivanti, verticali. Un cenno anche alle etichette, altro marchio di fabbrica della casa. Colorate, provocatorie, brillanti. Perfettamente sinergiche con quanto custodiscono e rappresentano.

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