Piazza è riduttivo. Qui si parla almeno di una piazza e mezzo.

Perché di piazze con cattedrali ce ne sono molte.

Ma se la piazza galleggia sul mare e se la cattedrale è uno dei più entusiasmanti esempi di tardo romanico italiano, è facile capire che stiamo parlando di qualcosa di unico.

 

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Trani, città della pietra. Pietra bianca, di un bianco quasi giallo. Avorio.

Nel centro storico la pietra tranese è onnipervasiva. Chiese, palazzi, pavé, corti, androni.

Al retro della cattedrale si arriva dal porto, seguendo l’enfilade di casupole, palme e gozzi. Appare lo splendido campanile del 1200, e subito si cerca di conquistare la piazza per godere della vista di fronte.

Ammaliante l’insolito ed esplosivo abbinamento bianco-blu, pietra-mare. Unico.

La piazza mozza il respiro. Vasta, accogliente, invita alla contemplazione. Innanzitutto della cattedrale, osservabile da vari punti di vista e distanze. Girotondo stendhaliano.

La prepotente presenza del mare lascia immaginare scenari antichi di commerci, invasioni, avvistamenti.

Odori, colori e suggestioni orientali che conferiscono, se possibile, ancora più fascino al contesto.

Ma Trani non finisce nella sua piazza. Proseguendo infatti per i vicoli che si dipanano tra la cattedrale ed il Castello di Federico II, sarete costretti a fermarvi continuamente per frugare tra i cassetti di questa cittadina. Scoprendo piazzette e cortili e dentro questi facce e banchetti dal sapore antico che vendono generi come frutta, verdura, frutti di mare.

Trani, città slow. Con molti misteri da scoprire ma senza tranelli.

 

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