Il sapore ha mille sfumature. Gennaro Esposito lo sa bene. Il sapore ha un profumo intenso. Gennaro sa bene anche questo.
Gennaro Esposito da Vico Equense. Maestro in arte culinaria.
Arte lieve e sapida, splendidamente dedita al piacere altrui.
L’esperienza culinaria alla Torre del Saracino, il fortino di Gennaro, stupendo laboratorio e salotto per uomini e vini, è un viaggio pieno di leggerezza e godimento all’interno di profumi, sapori e accostamenti di rara rotondità e perfezione.

 

 

 Il (tuo) piacere è progettato attraverso l’analisi, la scomposizione e ricomposizione del sapore, a cui Gennaro arriva estraendo da tutte le materie trattate l’essenza più pura, più vera. Il sapore primario. Sublimato poi attraverso matrimoni perfetti. Talmente buoni da sembrare quasi normali. In questo risiede la classe infinita di Gennaro Esposito.
Far sembrare semplici, gesti e preparazioni altamente complessi. Paragoni? Un monologo di Toni Servillo. Una commedia di Eduardo.
Con Gennaro Esposito si fa un viaggio nella botanica, nella fauna e nella flora della penisola sorrentina.
Viaggio arioso, profumato e intenso.
Lo chef di Vico è un grande cultore della materia e della sua terra madre. Mano leggerissima, tecnica superiore, orizzonti aperti. Gioca in souplesse. Un campione saggio e sereno. Diverte e si diverte.

 

 

La lasagnetta con i crudi. Piatto simbolo del metodo Esposito. Incrocio tra le consistenze e i gusti puri dei crudi di pesce con la pasta, concepita in sfoglia sottilissima. Salsina di limone e di arancia a inquadrare il tutto in armoniosa vena acido-aromatica. Il risultato è poesia solida di potentissima sensualità, progettata con i geni del territorio sorrentino: pasta, mare, agrumi. Profeta in patria.
Il dipingere paesaggi autoctoni, flirtando intensamente con le materie di casa ed esaltandole a vette superiori, è un motivo circolare. Ritorna in tutte le preparazioni.
Così è con la minestra di zucchine, gambero e uovo. Gennaro evidentemente ama le zucchine. Ne utilizza ogni segmento. Radici, gambo, stelo, foglie, fiori. Il Sapore della Zucchina. Radice quadrata. Il tuorlo esplode su gambero e minestra regalando bontà estatica. Grazie.
La soave passeggiata nel giardino di Gennaro prosegue tra meraviglie che svelano, chicca dopo chicca, mano e cultura culinarie eccelse. Basse temperature, cotture sotto vuoto, tecniche moderne e mai abusate consentono alla cucina di Esposito di raggiungere una così densa e difficile perfezione gustativa.

 

 

Questo, nel procedere, confermano i ravioli di spada con verdurine dell’orto aromatizzati con colatura di alici e pomodorini secchi o i ravioli di ricotta e basilico in guazzetto di fagiolini e frutti di mare. E ancora, il nasello con zucchine in tutti i tagli e cotture. E le tagliatelle con calamaretti, broccoli e riccio di mare, flashback sulla pasta.
Sinfonia di sola terra con il maialino proposto in 6 parti per 6 cotture per 6 condimenti. Film. Regia di Gennaro Esposito. Attore protagonista il maialino di caserta. Sparring partners mela annurca, peperoni in confettura, melanzana, verdurine, riduzioni, insalatina. Oscar.
Gli step finali del percorso dicono dolcezza. Estrema, mai stucchevole. Mini bavarese di vaniglia con salsa di uva rossa e more, parfait al caramello con mousse di mandarino e creme bruleé alla salvia. Si respira umore femminile. La lieve mano di Vittoria, compagna di Gennaro.
Riassunto espresso sul progetto culinario di Gennaro Esposito.
Sapori. Consistenze. Sequenze. Piacere in progress. Ritmato. Armonioso. Compiuto.
Le delizie fondono in bocca. I sensi fondono colpiti dalle delizie. Punto. Di fusione.
Lungo percorso alla splendida Torre e al suo Guardiano.
Architettura e architetto. Baluardi del bello.