L’avevamo lasciato al Teatro Lirico di Cagliari, ispirato profeta della nuova cucina sarda. Poi il fastidioso sfratto dal suo laboratorio e qualche anno trascorso, sempre in città, ad avviare progetti culinari più pop come quello del bistrot Lisboa.
Da un paio d’anni Roberto Petza è ritornato in una dimensione più consona al suo sentire. Se vogliamo, al suo valore.
La location, splendida, è la vecchia casa dei Puddu, fondatori dell’omonimo storico pastificio, a Siddi. Una tipica casa campidanese, perfettamente preservata. Corte, patio, balconi, orto, grandi sale.
Ad ovattare Casa Puddu, il paesino di Siddi, minuscolo, delizioso nucleo abitato con respiro da far west.
Fuori, a perdita d’occhio, la campagna e i profumi di Sardegna. Marmilla, alto Campidano. Terra di colline, campi, pietre nuragiche, altipiani basaltici (le Giare), pecore e cavallini, profumata selvaticità.

 

 



Fascino di silenzi, tagliati dal maestrale. Dimensione zen da gustare con occhi, orecchie e prima ancora spirito.  E’ un paesaggio che Petza ha dentro. Per anni vissuto dalla città, attraverso i suoi piatti, ora anche attraverso l’osmosi quotidiana.
Spazi e contesto offrono alla visione dello chef un’opportunità in più. Alla raffinata ristorazione di territorio, Petza aggancia un altro blocco. L’Accademia. Fare Scuola. Di cucina. In Marmilla. Didattica per amatori e aspiranti chef in un fortino fuori dalle rotte usuali. Sperso nella campagna più vergine.
Luogo dell’anima apparentemente lontano da tutto, in verità valore aggiunto, inestimabile fonte di ispirazione per chi insegna e per chi impara. Quei colori, quei profumi. Quelle suggestioni.

 

 

Le ultime visite al S’Apposentu raccontano di una cucina felice, serena. Ricca di eleganza e consapevole misura. Le stagioni, i profumi del campo e dei vicini monti e mari, vengono sintetizzati in piatti di pulizia, sensibilità, precisione. Si sta ogni volta benissimo, a Casa Puddu.
Il nuovo Sapposentu è partito nel 2010.  A fine 2012 è arrivata la prestigiosa stella dalla guida Michelin. Gagliardetto che Petza appende con riconoscenza ma anche consapevolezza ai muri spessi del suo nuovo e ambizioso progetto.
Un rifugio di ricercata cucina, una Scuola, un centro di cultura gastronomica. Tutto questo in mezzo al magnetico vuoto dei campi di Marmilla. Fascino e suggestione. Prezioso valore aggiunto per gli autoctoni e i forestieri che certamente incroceranno nel viandare goloso l’accogliente patio di Casa Puddu.