Pintxo significa stecchino. Per traslato i pintxos sono gli assaggi che nei Paesi Baschi prendono il posto delle tapas spagnole.

Rispetto ad altre zone della Spagna, nei Paesi Baschi la cultura degli assaggi assume proporzioni quantitative e qualitative uniche.

Del regno degli assaggi, San Sebastian è la capitale.

Ogni bar della città, a metà mattina come a fine pomeriggio cambia faccia, proponendo nei suoi banconi delizie culinarie che vanno dal semplicissimo all’iper elaborato.

 

 

Tripudio. Da mangiare in piedi, chiacchierando e sorseggiando basos di cerveza, vino tinto, sidro o txacoli, il vino verde fatto con le uve della costa di Getaria, borgo di pescatori a ovest di San Sebastian.

 

 

Le meraviglie sono tutte li’, sul bancone, sfornate a getto continuo. Fredde e calde. Già pronte o create su tua richiesta. Super!

La (nostra) serata tra i bar a pintxos di San Sebastian inizia presto. Che da queste parti significa 19.30. A fine aprile sole ancora alto.

 

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Iniziamo dal Casco Viejo, zona cittadina a più alta concentrazione di bar e osterie.

Primo bar, Egostari. L’impatto con il bancone sorprende e riempie. Dopo rapido sguardo, anche rispetto alle scelte degli sparuti (vista l’ora) autoctoni, deduciamo che la specialita’ della casa sono le brochetas. Spiedini che dal banco reclamano a gran voce un passaggio in griglia. Funghi e gamberi, seppia, baccala’ e peperoni, lonza di maiale, funghi e prosciutto e altri succulenti accrocchi.

Ne mangiamo due di rassicurante bontà, non prima di aver tastato 3 pintxos: carciofo fritto con jamon, tartelleta di spinaci e gamberi, uovo di quaglia, jamon e peperone.

Un manifestino appeso alla parete ci offre una mini escalopa di foie gras fresco a 2, 50 €. Resistiamo e usciamo verso la seconda tappa(s).

Sono passate da poco le 20. Ancora tanta luce.

Guadiamo il fiume. Quartiere Gros, arrotolato dietro la spiaggia della Concha, regno di giovani surfisti che raggiungono la spiaggia sbucando dai vicoli del centro con la tavola sottobraccio.

 

 

In calle General Arteche 8, vive e opera il Bar Bergara, tempio pintxos famoso e pluripremiato. Tapas al top. Arriviamo prima dell’ora di punta e riusciamo a trovare perfino un posticino a sedere. Anche al Bergara bancone luculliano. Accanto a preparazioni fredde piu’ nette e semplici, microcreazioni di ottima cucina. Favolose materie prime. Tra gli assaggi rimangono impressi il pintxo con foie gras e quaglia e la polpetta calda di baccala’. Altra cerveza.

Usciamo dal Bergara poco dopo le 21. Inforchiamo avenida de la Zurriola e costeggiamo il Kursaal, riuscito innesto moderno in una città di classica eleganza franco-spagnola. Riattraversiamo il fiume, alla foce, e siamo di nuovo nel Casco Viejo.

In calle San Jeronimo 21, entriamo al Ganbara. Regno dei funghi.

Oramai è ora di punta. Doppia fila davanti a cesti di funghi freschissimi e pintxos di tutte le forme e materie prime. Festa. Subito mini croissant caldi al jamon e merluzzo cui segue un quintessenziale pintxo con uova di merluzzo e cipolla cruda. Alla birra questa volta preferiamo un baso di txacoli. Acido, verdissimo. Perfetto in abbinamento ad acciughe sott’olio o sardine fritte.

Ore 22.

Chiudiamo il pintxos tour con il Beti Jai, calle Fermín Calbetón 22. Spazio minimo. Nell’individuare gli assaggi giusti sotto l’occhio serenamente vigile dell’oste, decidiamo di chiudere con 2 raciones di chipirones (seppie) en su tinta. Come tutti i bar, il Beti Jai, unitamente ai pintxos, offre la possibilità di mangiare porzioni più grandi. Per alcune preparazioni calde, come il baccala’ al pil pil o pesci e carni grigliate, la racion è anzi l’unica possibilità di degustazione.

Sono le 23.

Il palato è felice e la sera di San Sebastian è sempre più tiepida e rassicurante. Papillosa sintesi di umori, sapori e sensazioni.

 

 

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