Si sa, nei pesci c’è molto fosforo. E il fosforo nutre la creatività.

Moreno Cedroni ha di sicuro mangiato molti pesci.

Moreno Cedroni è un creativo. Un vulcano di idee. Un creativo intraprendente.

Il suo progetto e le sue mille declinazioni lo dimostrano. Percorso colorato, multiforme e in continuo divenire.

Cucina, officine, prodotti, libri, ristoranti, chioschi, negozi, musei. Design. Molto design. In tutte le espressioni e salse. Dolci e salate.

La Madonnina del Pescatore è un po’ l’headquarter di tutto. La sede storica e, ancora oggi, il laboratorio dove le idee più intriganti nascono e prendono forma. Sotto forma di guizzi e percorsi culinari pieni di senso, gusto e sapidità.

Il cubo high-tech si staglia leggerissimo sul lungomare di Marzocca di Senigallia. Tutto vetro che porta la vista e la voglia dentro, ancor prima di varcare l’ingresso. Soprattutto di sera, quando il buio esterno esalta ancora di più l’elegantissima leggerezza della struttura e del suo contenuto: vetro, legni, resine colorate, libri, luci, acciaio. Bel disegno. Con anima.

Anima che si riscontra nella cucina. A iniziare dalla ricerca lessicale, fresca, colorata e per nulla retorica, che anticipa sulla carta quella sensoriale.

 

 

La cucina di Cedroni è una continua fuga in avanti. Una ricerca estetica ed estatica sul gusto, sulla materia e sul disegno. Una corsa mai barocca ne’ superficiale, condotta con costante lievità, ironia, calore, innovazione. Il risultato è un tratto di grande originalità che ritorna in tutte le espressioni. Dai manufatti culinari alle modalità di somministrazione.

E’ un gioco-ricerca che incrocia e assimila tanti temi e link, che, piatto dopo piatto, danno spessore e carattere alla matrice creativa.

Cedroni dialoga agilmente con la fisica, la chimica e le tecniche di cottura. La sferificazione dei chicchi d’acqua di cottura della patata nel Mare, il baccalà cotto a 40° sotto vuoto o la capasanta brasata da una parte, regalano consistenze orgiastiche. Virtuosismi sensati, che uniscono allo spessore concettuale consistenza e bontà superiori. E ancora lo Zabaione ghiacciatissimo, crema ghiacciata in diretta al tavolo con sifonata di azoto liquido. Dolcissimo ritorno al luna park.

 

 

I paesaggi. Grande, e da taluni discussa, nuova tendenza culinaria. Esaltata da alcuni dei grandi di Spagna. Cedroni dà la sua interpretazione del paesaggismo con alcune brillanti performance. Il Mare, ricostruzione sul piatto di cromatismi e consistenze dell’habitat marino: la patata viola e la sua acqua di cottura sono sabbia, rocce e bolle, in cui, circondati dal verde, sguazzano molluschi, crostacei e pesci. Colore e sapore di sale. Sapore di mare.

Dal mare al bosco. Must del paesaggismo culinario. Cedroni lo interpreta in versione speziata e (semi)dolce, riproducendo un freschissimo sottobosco umido fatto di funghetti, tartufo, pinoli, ginepro, gelato al pepe rosa. Una zaffata intensissima di bosco dopo l’acquazzone.

Il paesaggio assume dimensioni più astratte con il Tropico del Cancro. Oriente, Americhe, Africa. Palline di cioccolato, di vari colori, spezie ed essenze, posizionate su lucido geografico dedicato al Tropico del Cancro. Lucidissimo concept.

La cura del disegno rimane costantemente elevata, senza manierismi. Tutti i piatti sono di geometrica quadratura, estetica e gustativa. Anche quando la semplicità, l’esaltazione della materia prima, sono il leitmotiv del piatto, un particolare, un inserto, un dettaglio, riportano al marchio Cedroni. Così è nel bounty di seppia o nel caviale calvisius e burratina, dove la sfacciata lussuosità del caviale viene sdrammatizzata da una mini latta stile nivea.

 

 

Nel giocare con le scienze e i saperi, Moreno non perde mai di vista la missione. Il gusto. Il senso del gusto. Da ricercare e offrire sempre. Sul piatto. Tra i 15 step del menu, il nostro apparato ricettore e la ragione emozionale hanno particolarmente sussultato per i tortelli di carciofo, rombo e foie gras, l’hamburger di gambero cotto e crudo su panna acida, burrata e fave di cacao e il gelato di toma con marmellata di fragole e timo. Quest’ultimo, fusione geniale di due significati in uno. Formaggio e dolce. Il dolce è meno dolce e il formaggio è più fresco e leggero. Sintesi. Perfetta.

L’esperienza alla Madonnina del Pescatore termina con una fresca sensazione di sazietà, a 360°. Un sorriso lungo e persistente. Figlio di un progetto completo e polivalente che appaga i sensi tutti.
Fisici. Estetici. Emozionali.