Luca Attanasio trascorre il settembre più sereno se Giove Pluvio decide di non interferire con l’ottimale maturazione delle uve nella sua vigna più vecchia. Novanta e passa anni. Da quei pochi alberelli, radi, torniti da sale e vento calabrese, arrivano i grappoli per il suo eccellente Primitivo Dolce Naturale.

Vino che nasce un anno ogni tre-quattro, quando appunto il mese di settembre vive di sole, aria e poca pioggia, situazione ideale per portare a splendida surmaturazione le uve.

Le vigne di Attanasio sono piccole parcelle vitate, sparse tra Manduria e Maruggio, Puglia Ionica. Alcune sono a meno di 500 metri dal mare, su argilla rossa o sabbie gialle che si raccolgono sulle dune del litorale, canali morbidi per gli sbuffi salmastri dello Ionio.

 

 

Un territorio a tinte forti, quello che da Manduria corre verso il mare. Terra, cielo, pietra a secco, tufo da masseria, olivi e vigne. E’ qui che il Primitivo trova il clima ideale per esprimere al meglio ciò per cui esiste. Profumi, carne morbida, ricordi di frutta matura e spezie. Rinfrancante calore alcolico.

L’altro ingrediente, decisivo, è una saggia cultura agricola. Seriamente artigianale. Volta alla qualità senza compromessi o scorciatoie. Fattore, paradossalmente, non facile da trovare in tanti distretti viticoli italiani. Manduria compresa.

Luca Attanasio fa invece parte di quel drappello di giovani vignaioli che sta ridando slancio e giusta ribalta al Primitivo di Manduria. Progetti di viticoltura colti e consapevoli. Piccoli nei numeri e per questo curati sotto ogni aspetto. Progetti attenti nel preservare terre e tradizioni. Moderni nel valorizzare meglio di quanto fatto prima l’uva e il territorio.

Attanasio ha i tratti tipici dell’artigiano di campagna. Schivo il giusto. Sostanzioso tanto. La sua loquacità sono i suoi vini. Sempre sconvolgenti per concentrazione di profumi e sapori. Poderose espressioni del Primitivo, ben gestite sui binari della precisione e dell’armonia.

La potenza è nulla senza il controllo. Ecco. I vini di Attanasio raccontano ad ogni sorso di una potenza ben gestita, ben incanalata verso i binari della finezza gusto-olfattiva e della bevibilità. Non si cerca altro, si cerca solo di far esprimere al massimo suolo e vite. Lavorando in vigna e in cantina senza eccessi interventisti, e dosando al giusto l’uso dei legni.

Il Primitivo è un vino xxl. Robusto, alcolico, poderosamente fruttato al naso e in bocca, morbido.  Non semplice gestire al meglio tutte queste componenti, per offrire esperienze armoniose, profonde e soprattutto non stancanti.  Luca Attanasio ci riesce molto bene.

I suoi vini sono sorsi forti di quelle terre ricche di sole e fascino.
Ricordi di Magna Grecia.