Lino Maga è un uomo di poche parole. Pochissimi verbi ha speso anche nella nostra chiacchierata di una domenica mattina di inizio estate. Nella sua casa cantina di via Mazzini, a Broni.
Atmosfera tra il vintage e il crepuscolare. Silenzio, penombra, polvere, armonioso disordine. Insieme alle bottiglie, ai vetri di un secolo e più di Barbacarlo e Montebuono (i due cru monopole di Maga), libri e carte. Scritti recenti e storici. Stampe dei primi articoli di Veronelli e Brera a esaltazione e difesa dell’unicità del Barbacarlo, primi anni 60. E ancora, fogli sparsi, scritti di pugno, dallo stesso Maga, o dai suoi due immortali mentori, Gino e Gianni. Filosofia contadina. Macchiata di rosso. Barbacarlo.

 

 

A dare un’aria ancor più sospesa, fuori dal tempo, il fumo delle sigarette. Fumate copiosamente dall’ultraottantenne Comm. Maga, anche la mattina del nostro incontro.

Di ripercorrere in dettaglio la vicenda – agricola e territoriale da sempre e, dopo la meta’ del secolo scorso, e suo malgrado, anche giudiziaria e mediatica – Maga non pare aver tanta voglia. 
Meglio versare assaggi di diverse annate dei suoi vini. Stare in silenzio. E fumare. Magari sfogliare insieme qualcuna delle carte. Magari un fumetto Manga dritto dal Giappone che, tra ideogrammi e colori, mostra un Barbacarlo d’annata.
Ecco. Parliamo un poco di vigna. Di come sta andando la stagione in corso. Di come verranno fuori i vini del 2013 e del 2014. Chissà. Un po’ di zucchero residuo. Forse. Una chiusura un po’ amarognola. Forse. Un po’ di spumosità. Forse.
Certamente saranno pezzi unici. Film rari. Sempre in divenire. Che non mancheranno di dare emozioni autentiche e profonde.
I vini di Maga, fuor di retorica, raccontano, ad ogni stappatura, un romanzo agricolo pieno di forza e verità. Un secolo e oltre di vera tensione qualitativa. Di protezione e valorizzazione del territorio. Di esaltazione del concetto di cru. Dell’approccio iper artigianale e dell’amore per il vino ‘vero’. 
Tutte sfaccettature di una visione, ahinoi, talmente rara nell’Italia di allora e in larga parte anche di adesso, da rimanere, allora come oggi, pura avanguardia.
Grazie dunque per la silenziosa domenica mattina, Comm. Maga.
Il Barbacarlo è unico. Ed è solo tuo. Da sempre.
  • LuogoBroni (PV)