Un faro. Anzi, una lanterna. Verde. Come gli alberi, l’acqua, i prati.

Come la speranza, sentimento che accompagna ogni sconfinamento. Ogni salto di la’.

La Lanterna Verde è un faro che illumina l’ultimo tratto della Val Chiavenna, proponendosi come fresco ristoro per tutti i viandanti che saltano aldiqua’ o aldila’ del confine tra Italia e Svizzera.

Luogo border line.

A iniziare dalla montagna circostante. Ripida. Chiusa. Poco ariosa. Meno heidi style di altre zone alpine. In realtà, densa, scura, intrigante. Atavica fonte di pietre e legno per le case della valle.

Al ristorante dei fratelli Tonola si arriva quando oramai pare di essersi persi. Con la dogana a portata di mano. Chi arriva da sud, deve seguire la statale per Saint Moritz, superare la minuscola Villa di Chiavenna e girare a destra seguendo l’indicazione per San Barnaba.

 

 

Attraversare il fiume con estrema lentezza e fare a passo d’uomo i 2 km che vi separano dalla Lanterna Verde, renderà l’experience più fresca e appagante.

I Tonola propongono una cucina leggera e molto buona. Territoriale il giusto, ‘libera’ altrettanto. L’estro è misurato e, molto filologicamente, ancorato alle radici. Al paesaggio. Trtota compresa, come racconta un menu interamente dedicato al pesce di quei ruscelli.

La nostra esperienza si è concentrata su un menu estivo, tutto giocato sulle verdure di stagione, e su un percorso degustazione più eterogeneo, in carta detto ‘gourmand’.

Dalle sequenze:

– Il fegato grasso della casa, servito con pan brioche e marmellatina di cipolla. Didascalico e goloso.

– Involtini fritti di gamberi al basilico su letto di fagiolini. Tem-pura bontà.

– Lasagnetta con lucioperca, cipollotti e zucchine. Pesce d’acqua dolce impreziosito da tenera sfoglia e cipollini saporiti ma non invasivi.

Agnello gratinato alle erbe alpine con tortino di patate e verdure rosolate. Ottima e profumata crosta di sottobosco che avvolge tenerissimo agnello.

Dolci un po’ meno ‘dolci’ delle portate salate.

Nel complesso, una sosta imperdibile per chi transita da quelle parti, e una meta che assolutamente consigliabile per cittadini e indigeni di pianura in cerca di fresco e sfizi culinari. la Val Chiavenna, il luogo, il silenzio, la passione dei Tonola e la centrata golosità di molti dei piatti proposti.

Si torna a casa ‘sazi’. Sereni e contenti.