Vito Netti. Giovane cuoco di Magna Grecia. Cuore e talento.

Scheggia culinaria di ambizioni pitagoriche che da inizio 2000 condivide i
suoi numeri con il valente Michele Caramia. Illuminato ristoratore che,
rimanendo folgorato dall’incontro con Vito, decide di trasformare il suo anonimo
ristorante di paese in progetto per gourmet. Appassionata scommessa, tutt’ora in
corso, che rafforza l’emozione ad ogni visita.

Perché qui siamo a Palagianello. Paese non brutto ma neppure definibile ‘bello’. Terra
delle gravine. Zona off rispetto ai circuiti turistici di Puglia. Lembo limbo insomma. Sospeso tra la costa di Taranto e
la Basilicata. Dove i campi incominciano a perdere qualche ulivo e ad
assumere quei colori torridi e granosi da ‘Io non ho paura’ di
Salvatores. Fascino si, ma per pochi.

Mare, archeologia, sapori. Taranto che, provando a reagire all’Italsider, cerca di
ritrovare qualche guizzo. Matera e i suoi sassi a soli 40 km.

Terra che stenta però a decollare. Forse anche perché tra le cose che
non capiamo c’è il tenere chiuso un aeroporto perfettamente  agibile
come quello di Grottaglie che tanto gioco potrebbe avere nel lancio
definitivo di questa fetta di Magna Grecia.

In attesa che i turisti (e i locali of course) crescano, Vito, Michele e
la loro Strega continuano a scaldare il cuore di chi va a trovarli.

Vito pesca con generosità nel territorio. Dal mar piccolo di Taranto i
frutti di mare che propone in varie versioni, assemblaggi e riduzioni.
Dallo Jonio i crostacei e il pesce bianco. Dall’entroterra i latticini,
le verdure, le carni.

 

 

Prende le materie, le porta nel suo laboratorio e, esattamente come gli
avi filosofi e matematici della Magna Grecia (che alla Strega avrebbero
magnato con fede e precisione ippocratica), le ripensa, scompone e
ricompone, associa, integra, fonde.

Il risultato sono piatti netti e precisi. Molto gustosi, a volte quasi ‘troppo’, per via di salature e salse sempre decise.

Nel consueto scivolo goloso, l’oscar questa volta va alla Burratina
in crema di pomodoro verde e fagiolini ed alla Fricassea di cernia in
brodo di cozze e vongole. Sublimi. Ancora.

Appendete in bacheca questo indirizzo. Più che in altre occasioni ci
permettiamo di insistere sulla sincerità e spessore del progetto. Poetico, se analizzato alla luce delle difficoltà territoriali esposta sopra.

Che l’Olimpo di Magna Grecia assicuri lunga vita alla Strega e al sodalizio Netti-Caramia. Coraggiosi, appassionati e bravi!

  • LuogoPalagianello (TA)