Molto può la sapida dolcezza del Torcolato.

A Breganze e dintorni dicono che resusciti i morti. E citano leggende popolari che inneggiano alle virtù taumaturgiche del nettare. Quasi ogni famiglia può vantare un parente resuscitato dal Torcolato.

Ma il Torcolato fa certamente benissimo anche ai vivi. Lenisce ferite. Cura amarezze. Cementa convivialità e amicizia.

 

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Questo soffice vino nasce nel vicentino collinare. Tra Breganze, Marostica, Bassano del Grappa. Distretto del Nord-est vinicolo meno espanso e noto di altri. Più sornione, riservato ma, anche per questo, foriero di grandi soprese. Come lo straordinario Torcolato della famiglia Gallio.

Micro azienda familiare. Più che vigna, giardino. Circa un ettaro, in cui papà Bruno cura con amorevole passione filari, pali, innesti, piante, grappoli, chicchi. Uno ad uno.

In vigna come in cantina, dove, in locali ben areati e asciutti, i grappoli selezionati di Vespaiola e Garganega vengono attorcigliati (torcolati) per l’appassimento che aumenterà la concentrazione zuccherina delle uve.

 

 

I vitigni, diversi per acidità o morbidezza, vengono assemblati ogni anno in quantità diverse. Sarà l’andamento climatico con le sue pioggie, i suoi soli e suoi suoli, a decidere in che percentuale Bruno dovrà blendizzare le uve.

Il Torcolato Gallio 2006 già ora regala piacere morbido e rotondo e piace pensare che il vino evolverà in complessità olfattiva e gustativa, preservando per lunghi anni la sua originaria fragranza.

Bruno Gallio correva in bicicletta. Conosce il sudore. Conosce la passione. La sua faccia fiera e plastica, degna di una canzone di Paolo Conte, racconta bene le sue salite, le sue fughe. Spesso vinceva per distacco.

Il Torcolato pare proprio essere il suo ennesimo scatto. Vincente.

  • LuogoBreganze (VI)