Tre. Fratelli. Maghi.
Portano in dono bellezza, freschezza, calore. Re-ali. Re Maghi.

I fratelli Roca.

La loro missione è progettare un’esperienza completa e poliedrica. Ambienti, concetti, momenti, preparazioni che appagano sensi e intelletto. Sino allo smarrimento.

I Roca dettano poesia a Girona. Lì sorge il loro Celler. El Celler de Can Roca.

 

 

Un edificio antico trasformato in gioiello architettonico polifunzionale, in cui i tre costruiscono la loro FAVOLA SINESTETICA. Una struttura in vetro, legno, ferro, cemento, resina ma anche pietre antiche, palme e giardini. Esterni e interni progettati con gusto assoluto e rara leggerezza.

Sensazionale ricerca sulle sensazioni. Pranzo-workshop di 5 ore sul concetto di texture e sue rappresentazioni. Consistenze consistenti.

Il viaggio nella sintesi armoniosa dei Roca inizia dalla cantina. Regno di JOSEF e del suo appassionato team.
Dal giardino, sporgenze lignee rivestite di centinaia di pezzi ricavati ad (e con) arte da casse di vini. E’ l’esterno delle stanze di Josep. Lo si capisce, e apprezza, una volta entrati dentro. Quegli spigoli monolitici ospitano le predilezioni, gli slanci emotivi che Josep non poteva ‘solo’ inscaffalare insieme alle altre migliaia di bottiglie della cantina.

 

 

Champagne, Bianchi Renani, Borgogna, Priorat, Jerez. Per queste CINQUE TERRE Josep voleva qualcosa di più. Voleva cinque micro-ambienti dedicati.

Cinque immersioni sinestetiche. Per condividere l’emozione che rende uniche quelle zone, è nato un percorso interattivo e multimediale. Il fine è arrivare all’essenza dei territori, dei vini.

Il vino ha luce, profumi, sapore. Occhi, naso, gusto.
Perché escludere mani, orecchie, localizzazione e astrazione dall’esperienza degustativa?
Ecco dunque schermi che lanciano film su vigne, terre, autori. Musica tematica. Tessuti, pietre, oggetti da manipolare per vivere (anche) con le mani il terroir e le sensazioni gusto-olfattive. Toccare il perlage (CHAMPAGNE), la setosa morbidezza (BIANCHI RENANI), i profumi (PINOT NOIR DI BORGOGNA), la struttura (PRIORAT), la dolce sapidità (JEREZ).

Josep ama il vino. La sua cantina è purissimo design pluri-sensoriale. Seta, tanto Bacco, nessun baco.

Arriviamo a tavola quasi in stallo Stendhaliano. (Già) eccitati e confusi. E felici.

 

 

Veniamo agganciati da JOAN. Il timoniere di un laboratorio culinario diviso in aree e team. Il metronomo di un meccanismo preciso e armonioso.
Guidati da una squadra presente, competente e easy, iniziamo il nostro viaggio dentro il mondo di concetti, profumi, colori, consistenze, sapori disegnato dalla cucina del Celler.

Aspettiamo il primo atto del menu degustazione, rinfrescati da un Cava Celler branded e dagli snacks di Joan: chips di baccalà e lavanda, fili croccanti di parmigiano, caramelle di olive e pinoli, mini vellutata di crostacei e caviale, spoon di tartufo acciuga e merlot, bon bon di piccione cacao e wiskey. Piccole delizie. Stupendo ABSTRACT introduttivo di quel che ci aspetta.

Arriva una bottiglia. Tagliata e ghiacciata. Dentro, un’ostrica accompagnata da spezie, cubi di ananas, mela, ginger, limone confit. Manca qualcosa? Si, la flute di spumante. Joan la pensa direttamente sull’ostrica e la versa da una bottiglia di cava. Lo spumante casca dalla bottiglia denso, viscoso, grazie all’inserimento (in fase di sboccatura) di XANTANA, gelidificante ottenuto da alghe che non altera le caratteristiche gustative del prodotto. Il risultato finale è la classica esplosione di velluto, freschezza e sapidità dell’accoppiata ostrica-bollicine, qui infinitamente più integrata e intensa.
E’ chimica. E’ magia. E’ alchimia.

In sequenza, arriva un torrone di foie gras (ricoperto di cacao) con insalatina di tartufo. Velluto per gli occhi. Cashmere sul palato. In abbinamento, dalla madre di tutte le cantine, ci viene offerto un passito di Garnatxa dell’Empurdà. La generosità dei Re Maghi.

Il terzo concept ci riporta sotto costa. Un capolavoro di cromatismi, profumi, gusto. Vellutata di finocchio con riccio di mare. Alghe e vapore d’acqua di mare a rafforzare la portata iodica del piatto. Il piacere del ‘tatto’ continua ad essere estremo. Magia assoluta nella gestione delle texture. Consistenze conturbanti come le coccole.

Tripudio di creme. Ecco una ROYAL DE ALCACHOFAS con praliné de pipas y naranja. Ovvero, doppio strato cremoso di carciofo (sotto) e semi di girasole (sopra) accompagnato da semini croccanti e spicchietti d’arancia a bilanciare in chiave acida il ph del piatto. Anche qui, altra chicca enoica in deroga al bianco del Monsant da noi scelto. Un meraviglioso, e raro, sherry Oloroso del 1989. Magico come un pomeriggio andaluso.

Il tripudio sensoriale viaggia vorticoso. Siamo, di nuovo e completamente, in balia di un dinamico piacere estetico ed estatico, perfettamente assecondato dai tempi e modi delle successioni.

PARMENTIER DE OLIVAS VERDES. L’evoluzione dell’insalata russa secondo Joan Roca. Una salsina di tonno accoglie una sfera, agli occhi GIALLA come una patata ma al gusto VERDE come un’oliva. La sorpresa alla rottura della bolla è una delicata crema di patata che va ad unirsi alla salsa di tonno per un purissimo buonissimo lievissimo connubio in salsa modernista. Antoni Gaudì avrebbe gradito.

Mandare un piatto in fumo. Letteralmente. Arriva un piatto. E’ coperto da una campana di vetro. Le narici si preparano. All’apertura, una nuvola di (PRO)FUMO di brace di ulivo inebria i recettori olfattivi, liberando alla vista un soufflè di melanzana con alici marinate, olio di acciuga e caviale di semi di basilico. Vibrazione. VIRTUOSISMICA.

Il filetto di rombo arriva a ruota, accompagnato da una salsa di citricos e burro tostato. Ancora un capolavoro di contrasti e armonia.

Omaggio alla cultura pastorale. Ventresca di capra, mousse di caprino, cumino e perle di menta. Terra, erba, stazzo. Macchia mediterranea.

L’ultimo dei salati è un piatto da sprint finale. LIEBRE ALLA ROYAL. Tortino di lepre con purè di barbabietola. Bruciante.

Break. La palla passa a Jordi. Il più giovane dei tre. Il manipolatore di freschezza, fiori, frutti, erbe, essenze, fragranze. Il pasticcere. Il droghiere.

Il primo dei due concept è una delle esperienze più intriganti ed evolute mai provate nella degustazione di piatti dolci.
ADATTAMENTO DEL PROFUMO ETERNITY di Calvin Klein. Una serie di essenze e spicchi di fiori e frutti accompagna crema alla vaniglia e gelato al bergamotto. Al naso è profumo. Puro.
Profumo che ti mangi, a coronare un desiderio che ti porti dentro sin da piccolo. Addentare le tue essenze preferite.
A fugare ogni dubbio l’olfazione di una placchetta intrisa del perfum di CK conferma la perfezione dell’adattamento.

La cavalcata finisce in bianco. Con un dolce che sa di assoluto. Di grembo materno.
POSTRE LACTICO. Latte di pecora trattato in tutte le forme, gradazioni, cromatismi, textures possibili: gelato, crema, yogurt, mou, spuma, nube. Tutto è bianco. Fine. Paradiso.

Ragioni e godi. Godi e ragioni. E’-stasi.

Sono passate più di cinque ore. Non ce ne siamo accorti. Dopo il caffè, la tentazione di un distillato e sigaro nel rilassante salotto è fortissima. Ma non c’è tempo. E’ la nostra mezzanotte di cene-rentola.

Ansimando di piacere, corriamo verso la stazione di Girona. Ci aspetta un treno per il nostro tetto di Barcellona.

Ora abbiamo la prova. Il 3 è il numero perfetto.