A Parigi, nell’undicesimo arrondissement, c’ è un bistrot strepitoso. Si chiama Le Chateaubriand.

Luogo speciale per l’armoniosa convivenza di temi (e contrasti) estetici.

E’ il laboratorio di un cuoco basco di 34 anni. Inaki Aizpitarte. Artigiano metropolitano.

Chef pensante che nel 2006, insieme ad alcuni amici, ha acquistato un vecchio, fascinoso, bistrot di quartiere, per portarci dentro tutto il suo bagaglio di viaggi, esperienze, talento.
L’esperienza inizia dalla soglia, anzi prima. Molto è annunciato dalla vista della grande porta vetrata con gli inserti in ferro ruggine.
Entrare è un tuffo vintage. Il locale sprizza charme e autenticità da tutti i pori architettonici: comptoir, pavimento, tavoli, specchi, luci. Rumori, vitalità, ritmo.

 

 

Giovani, meno giovani, fighetti modaioli, veri underground, background, playground, around. Tutto armonicamente fuso. Tutto al punto giusto. Sul colorato metissage parigino si innesta come lampo, folgore, squarcio teso, la cucina di Inaki.

Tecnica. Precisione. Essenzialità. Concetti anche complessi, elaborati e proposti con avvincente pulizia. Per un piacere visivo che gratifica ancor prima di quello gustativo. La cucina del bistrot è un piccolo lab creativo dove una decina di ragazzi lavorano in perfetta sinergia, componendo e portando in sala le chicche del menu unique. Piatti figli del mercato e delle pensate di Inaki.

Galleria del 2 novembre 2007:

Uno. Amuse bouche, ostrica carnosa, spessa, serigrafata su una crema di patate. Mini ortaggi e bolla d’aria di ostrica a fare geometria, volume ma soprattutto ad allungare la persistenza velluto-iodio del mollusco. Ri.TAR.DAN.TE.

Due. Encornets, riz vénéré. Riso selvatico coperto da una vela di seppia scottata. Macchia nera di seppia a far da punto. PeR.FET.TO.

Tre. Saint-Jaques, légumes du maraîcher. Capasanta, verdure del mercato leggermente emulsionate e piccola mousse di pomodoro fresco. LEG.GE.REZ.ZA.

Quattro. Il manzo lessato con carota in 3 consistenze. Dura, cremosa, vaporizzata. Boef carottes. Spicchi di pompelmo a stemperare la tendenza dolce della carota. Se.QU.EN.ZE.

Cinque. Chocolat, wasaby. Barra di cioccolato con grani di sale e crema di wasaby. Piacere. Forte. Palato in corto circuito. STOP.

Inaki Aizpitarte e Le Chateaubriand. Espressione di moderna urbanità. Culto della socialità, dell’incontro, senza rinunciare al piacere della ricerca sostenibile, del bello e buono in cucina. Rotonda alchimia, non facile da costruire.