Dietro la ‘sacra’ fontana sull’Amenano, il fiume sotterraneo che affiora nella piazza del Duomo, tutti i giorni tranne la domenica, si consuma il rito di un mercato antico. La Pescheria.

 

 

I mercati sono straordinari pezzi di vita e urbanità.
Ancor più quando vengono ospitati da teatri urbani affascinanti come il centro storico di Catania.

Arrivando dalla struggente e barocca piazza Duomo, scendendo dietro l’acqua a linzolu della fontana, inizia un percorso fitto e odoroso, tra vicoli, banchi, voci, facce.

Un grand-guignol da mangiarsi con naso, occhi, orecchie.

Alla Pescheria si vende ogni sorta di genere alimentare come nei mercati tradizionali. L’abbondanza e la qualità delle proposte sono notevoli.

I pesci e i frutti del mare sono i protagonisti assoluti. Banchi carichi e tripudianti, il loro palcoscenico. Adrenalina visiva e gusto-olfattiva.

Tanto rosso. Rosso sangue, rosso tonno, rosso fasolari, rosso ricci, rosso scorfano. Rosso dei teloni che riparano i banchi.

 

 

Il porto è li a 2 passi. Come il salotto della città. Tutto si intreccia. Al profumo di salsedine e di pesce si mischiano gli umori urbani sprigionati da case, mura e ringhiere barocche. Mix umidissimo di polpa, sangue, acqua, segatura, cestini per i rifiuti, canaletti di scolo.

Il ventre di Catania.
Spettacolo. Coinvolgente. Rappresentazione quotidiana e reale di storia mediterranea.

 

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