Una cucina fedelmente territoriale senza eccessi conservativi. Una location piena di storia e bellezza. Un panorama colorato di vigne e colline di Langa. Le puntate al Castello di Grinzane Cavour, ristorante di Alessandro Boglione, vengono archiviate ogni volta alla voce ‘soste rinfrancanti’. E’ proprio la sensazione di una piacevolezza complessiva, rotonda, figlia di un equilibrio tra le diverse componenti in gioco ad avere peso nel ricordo delle diverse visite.
Al Castello si sta bene.  Scaldati da un’architettura piena di sobria memoria e da panorami vitati straordinari, si prova una cucina curata, precisa, sapiente nell’uso delle tecniche, degli ingredienti e degli abbinamenti.  Una cucina rispettosamente, sobriamente fusa al contesto paesaggistico.

 

 

Siamo nel cuore delle Langhe, tra le storiche colline del Barolo. La scelta culinaria di Boglione è chiarissima. Gestire l’estro, imbrigliarlo senza strappi o sofferenze all’interno di una proposta legata alla tradizione. Tradizione evidentemente vista e proposta in chiave visivamente ‘pulita’, fresca.
Una cucina modernamente classica insomma.
La carta, congruamente concisa, presenta una lista di piatti proposti nel rispetto delle stagioni. Alla scelta libera fanno da corollario due percorsi degustativi. Il primo di stretta osservanza territoriale. Il secondo, più lungo, caratterizzato da qualche digressione più libera.
Dalla nostra ultima sosta ricordiamo con particolare piacere la colorata freschezza di una terrina di pomodoro cuore di bue e burrata su spuma di basilico. La golosa panzanella ai 5 cereali con baccalà scottato e pesto ai capperi. O ancora i cappellacci al cremoso di acciughe, salsa di peperoni al forno e porro fritto. Molto buoni.
Succulento lo scamone di fassone con cipolla ripiena e frutti di bosco scottati.
Tra i dessert, rotondo, facile nel porgersi dolce lo zuccotto ai fichi con fichi freschi caramellati e sorbetto ai fichi.

 

 

Altro, importante, riferimento va ai prezzi. Sempre stando sulla teoria del gioco di squadra, quale fattore (qui) determinante per il piacere finale. I menu degustazione sono offerti a prezzi molto buoni, e anche alla carta il conto non sarà mai acerbo. Da una spessa carta dei vini, filologicamente adeguata a ricchezza e nobiltà del comprensorio, si può bere bene o benissimo a prezzi corretti. Altra nota di merito, il sommelier capo sala David. Ispanico di esperienza, competenza, duttilità. Distintivo in sala.
Si sta bene al Castello. E’ bello andarci a pranzo, a spezzare la classica giornatona vinosa in Langa. E’ bello andarci a cena, godendo della luce al tramonto e della quiete ovattata del Castello e dei suoi spazi interni ed esterni.
La cucina di Boglione è territorio culinario proposto con sguardo sereno, pacato. Una cucina convintamente, progressistamente tradizionale.