Il Bairro Alto di Lisboa è essenziale languore bohemienne.
Tascas, elevadores, ciottoli e viuzze, micro boutique, insana voglia di salite.

Un cocktail del quale si diventa presto dipendenti. Luci, ombre, rumori, silenzi con una marcia in più.

Dai vicoli del Bairro Alto è stato risucchiato il giovane chef slavo Ljubomir Stanisic, al termine di un (breve) percorso au rebour.

Partito dalla vicina Cascais, dove ha formato ossa e spirito culinario animato da spruzzi e correnti atlantiche, Stanisic ha risalito il fiume Tago sino al Bairro. Qui ha aperto, rivelando intelligenza sobria e sensibile, il suo bistrot, il 100 Maneiras. Trenta coperti, 6-7 tavoli, squadra giovane, solo menu degustazione, stagioni e mercato a dettare i piatti. Una cucina fresca, leggera, a tratti guizzante, a tratti divertente, sempre (molto) ‘consapevole’.

 

Le scelte di Stanisic sui numeri – tavoli, metri quadri, arredi, squadra, carta – e sulla linea culinaria producono un risultato commovente. Il rapporto qualità prezzo. Uno dei migliori dell’emisfero boreale. Dieci sequenze 10 offerte all’ospite ad un prezzo da pizzeria (onesta).

Formula vincente. Pochi mesi per conquistare la ribalta lisboeta e i palati di autoctoni e gastronomadi.

Il menu inizia con un puro divertimento filologico. Le chips di bacalao disidratato, servite come panni stesi sui vicoli del Bairro o dell’Alfama.
Si prosegue poi con micro piatti freschi e rotondi. Filetto di suino e rucola, Orzotto e funghi selvatici, foie gras noccioline e coconut, lenticchie e gamberi, baccala’ e coriandolo, manzo e rapa.
Tutte le sequenze tradiscono pollice verde, voglia di stemperare il calore proteico con componenti vegetali che fanno sentire il loro peso ben oltre il semplice ruolo di decoro cromatico.

 

Mini mojito a ristabilizzare il ph, peraltro mai preso a schiaffi da preparazioni sempre leggere, e a chiudere mini dessert che rinnovano il senso ludico di Stanisic.

Il 100 Maneiras è un progetto di gusto assai urbano. Una risorsa in più nell’ideale mappa europea dei giovani cuochi-ristoratori-imprenditori che aprono i loro piccoli laboratori scegliendo di ‘rallentare’ consapevolmente la corsa senza rinunciare al piacere della ricerca e dell’artigianalità gastronomica. Con il risultato finale, da rimarcare una volta di più, di allargare la propria offerta a tutte le fasce di ‘consumo’. Giovani viaggiatori e autoctoni in primis, che in approdi sicuri come il 100 Maneiras possono vivere una frizzante e sensata esperienza gastronomica senza controindicazioni economiche, ma anzi con la consapevolezza di destinare il ‘budget cena’ al miglior indirizzo di Lisbona.

Da segnare sul taccuino.